Pastore Luisa Ingargiola
ANDANDO VERSO IL 99%
Atti 4:20 Quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite
Tutti noi abbiamo visto la presenza e la mano di Dio nella nostra vita con miracoli, provvisione, sostegno, protezione e favore soprannaturale. Non possiamo tenere tutto questo per noi! Il mondo sta aspettando di sentire proprio da noi la parola di speranza.
Romani 8:19 Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio
Ovunque siamo, il mondo sta aspettando ognuno di noi. Tutti noi abbiamo qualcosa da raccontare!
Una chiesa che ama Gesù non vede l’ora che Egli torni. Affrettiamo quindi i tempi parlando di Lui a questo mondo! Finchè tutti non avranno ascoltato il messaggio della croce, Gesù non tornerà. La responsabilità è nostra!
La chiesa degli Atti era unita e desiderosa di più della manifestazione di Dio.
Atti 8:26-31 Un angelo del Signore parlò a Filippo così: «Àlzati e va’ verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada deserta». 27 Egli si alzò e partì. Ed ecco un Etiope, eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare, 28 e ora facendo ritorno, seduto sul suo carro, stava leggendo il profeta Isaia. 29 Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati e raggiungi quel carro». 30 Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» 31 Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui.
Filippo stava andando verso qualcosa che non conosceva, una strada deserta. A volte pensiamo che servendo Dio avremo gloria, onore e acclamazione. Ma servire Dio non riguarda tutto questo! Egli è creativo e potrà chiederci cose inappropriate e scomode. Torniamo all’intesa con lo Spirito Santo che aveva la Chiesa primitiva, che riconosceva i comandi del Signore. Per essere luce abbiamo bisogno di essere connessi con la corrente elettrica, lo Spirito Santo!
Atti 8:34-35 L’eunuco, rivolto a Filippo, disse: «Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di se stesso, oppure di un altro?» 35 Allora Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della Scrittura, gli comunicò il lieto messaggio di Gesù.
Il mondo ha fame di Gesù! Il mondo ha bisogno del messaggio di speranza e di salvezza. Spesso potremmo non accorgerci di quanto le persone accanto a noi stiano gridando a Dio. Dove siamo noi? Il mondo sta vivendo nella depressione, nella solitudine, nella violenza. Dio ci chiede di tornare ad essere una chiesa attenta.
Nell’episodio di Filippo notiamo alcuni aspetti:
- Per predicare Cristo non serve abilità. Dio può usarsi di tutti noi. Tutti noi abbiamo questa chiamata! A volte presi da distrazioni non siamo connessi con lo Spirito Santo, ma ci è stato affidato il compito di portare speranza. Tutti possiamo parlare di quello che Gesù ha fatto in noi e del messaggio della croce
2 Corinzi 5:18 E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.
- Quando parliamo di Gesù, ascoltiamo le indicazioni dello Spirito Santo. Non riempiamo le persone di tante parole per convincerle. Affiniamo i nostri sensi spirituali!
Atti 9:42 Ciò fu risaputo in tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore.
La chiesa ha bisogno di tornare a vivere il soprannaturale perché questo fa venire fame alle persone! La gente ha bisogno di Gesù non di altre religioni!
- Non fermiamoci davanti alla categoria delle persone o agli schemi. Accogliamo ogni persona come faceva Gesù, senza etichettarle.
Atti 9:43 Pietro rimase molti giorni a Ioppe, presso un certo Simone, conciatore di pelli.
Un ebreo non poteva stare con chi toccava pelli morti, eppure Pietro non si fermò davanti a questa barriera. Anche Filippo andò da un eunuco quindi una persona sessualmente diversa e fuori dal Patto.
- Il centro del messaggio deve essere la Parola. Le persone non hanno bisogno di essere convinta a entrare in un club, né di sentire la propria anima solleticata. Il centro di ogni strategia è Gesù Cristo. Stiamo attenti a seguire le mode o a solleticare le emozioni! Dobbiamo avere coraggio e parlare di Gesù. Anche quando stiamo male o non ci sentiamo in grado si presenteranno persone che hanno bisogno di parole di conforto da parte di Dio. Parlare di Gesù anche quando stiamo male ci fa sperimentare la grazia perché siamo giusti non per quello che pensiamo di aver costruito ma perché siamo figli. Facciamo in modo che il nome di Gesù sia proclamato ogni giorno!
- Abbiamo bisogno di ascoltare le persone perché questo ci aiuta a dire la parola giusta tramite lo Spirito Santo. In questo modo non avremo paura di predicare con franchezza anche la consacrazione e il ravvedimento. Predichiamo Cristo con un messaggio integro!
- Predichiamo con l’amore per i perduti.
Geremia 4:19 Le mie viscere! Le mie viscere! Sento un gran dolore! Le pareti del mio cuore! Il mio cuore mi freme nel petto! Io non posso tacere;
poiché io ho udito il suono della tromba, il grido di guerra.
Lo Spirito Santo vuole seminare nel nostro ventre anime nuove. Ma le darà quando le concepiremo in preghiera. Quando è stata l’ultima volta che abbiamo pianto per la nostra città? I nostri cari? I nostri colleghi? Non possiamo predicare Cristo se non sentiamo il dolore per i perduti. Queste chiese sono nate evangelizzando.
Questa città è come una prostituta che da e offre molto ma non riceve niente. Gesù guardava le folle e piangeva perché erano stanchi e dispersi.
Non possiamo tenere per noi il messaggio di Gesù. Non possiamo tenere i nostri occhi e le nostre orecchie chiuse guardando solo i nostri problemi. Abbiamo bisogno di ascoltare il cuore di Dio che piange per i perduti. È solo allora che il Signore seminerà nei nostri cuori viscere di misericordia e doglie di parto per questa generazione. A questo Dio ci chiama! È solo quando avremo questo seme che saremo veramente usati da Lui.
Se guardiamo alcune statistiche notiamo che in Italia nel 2023:
- 20% della popolazione ha fatto uso di psicofarmaci
- 5-12% di persone ha sofferto di depressione
- 38% della popolazione ha avuto attacchi di panico in un anno
- Quasi il 50% degli adolescenti ha avuto pensieri di suicidio
Questo ci fa comprendere che il mondo ci sta aspettando. I protestanti in Italia non arrivano nemmeno al 1% dell’intera popolazione nazionale. Siamo una minoranza delle minoranze. Dobbiamo andare verso il 99%. Quanto lavoro c’è ancora da fare. Non disonoriamo il nome di Cristo con settarismo, maldicenza e mancanza di perdono. Dobbiamo rimboccarci le maniche e piangere per questa nazione. Non dobbiamo permettere che lo spirito di questo mondo possa abbassare la luce di Cristo. Anche se siamo solo un residuo, Dio si userà di noi per sconvolgere questa nazione.
Quando è stata l’ultima volta che abbiamo parlato a qualcuno di Cristo? Quando è stata l’ultima volta che abbiamo portato qualcuno in chiesa o gli abbiamo fatto fare la preghiera della salvezza?