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La promessa dell’Eden | Pastore Heros Ingargiola | 11.01.2026

  • di

Pastore Heros Ingargiola

LA PROMESSA DELL’EDEN

Il 2026 è l’anno della lettera Vav (secondo l’alfabeto ebraico), che ha vari significati: chiodo, paletto, picchietto, e gancio.

La lettera Vav corrisponde al numero 6, che rappresenta il collegamento, e per gli ebrei è il numero dell’uomo: nel sesto giorno Dio completò la creazione creando l’uomo.

Genesi 1:26-27 26 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 

La lettera Vav significa anche congiunzione tra: l’uomo che viene formato dalla polvere e lo spirito della vita che viene soffiato dentro l’uomo.

Genesi 2:7 Dio il SIGNORE formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’uomo divenne un’anima vivente.

Il sesto giorno non fu la fine ma il completamento, perché dopo di esso ci fu il settimo giorno: giorno della perfezione e del riposo di Dio. Così il sesto giorno è imperfetto e incompleto perché ha bisogno del settimo.

Genesi 1:31 Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.

La lettera Vav indica inoltre connessione.

Colossesi 1:16-17 16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. 

Siamo stati creati per Lui e per il cielo, ed è questo il nostro scopo.

La prima connessione che vediamo tra Dio e l’uomo è in un luogo: il giardino dell’Eden.

Genesi 2:4-15

La Bibbia non inizia con la croce, ma con un giardino, un luogo sacro creato da Dio per incontrare l’uomo.

Dio piantò un giardino in Eden (giardino e Eden non sono la stessa cosa): il giardino è un luogo fisico sulla terra; mentre l’Eden è un luogo spirituale, la sorgente della vita. Eden significa luogo di delizia, ed è figura del trono della grazia di Dio. Dio desidera deliziarci!

Dio desiderava una connessione tra cielo e terra, e per questo preparò sulla terra un giardino che fosse perfettamente collegato all’Eden, perché voleva comunione con l’uomo.

L’uomo è stato posto in un giardino per custodirlo. La priorità per l’uomo era dimorare nel giardino, e solo dopo custodirlo: così Dio cerca veri adoratori che amano la Sua presenza e dipendono da Lui

L’uomo non era il proprietario del giardino, ma il suo custode: non siamo proprietari di ciò che Dio ci affida, ma custodi.

Verso 9: il giardino iniziò a germogliare dopo l’intervento divino, ma prima di esso non cresceva nulla.

Il nostro cuore è come un giardino in cui è necessario l’intervento di Dio, perché senza di esso ci sarà aridità. Se Dio tocca il nostro cuore, allora l’acqua del fiume porterà vita dove c’era morte e tutto inizierà a fiorire.

Il giardino era un luogo in cui Dio ha voluto trasmettere la sua vita, e così il nostro cuore è il luogo in cui Dio vuole trasmettere la sua vita e incontrarsi con noi.

Facciamo attenzione alla lamentela e guardiamo il nostro cuore. Il problema è il cuore. Se Dio non lo tocca: staremo male, non potremmo sperimentare la vita di Dio, e inizieremo a cercare la soddisfazione in tutto ciò che è esteriore.

Custodiamo il nostro cuore e lavoriamo su di esso! In che stato è il nostro cuore?

Permettiamo a Dio ogni giorno di scendere nel giardino del nostro cuore e fare meraviglie.

Salmi 37:4 Trova la tua gioia nel SIGNORE ed egli appagherà i desideri del tuo cuore.

Atti 10:38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret: come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza, e come egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.

Dio cerca persone bisognose e affamate di Lui, e che hanno il cuore secondo il Suo.

Giovanni 7:37-38 37 Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno».

Se Gesù ci dà da bere, allora potremo dare da bere agli altri.

Non permettiamo a chiunque di mettere mani, buttare immondizia, o avvelenare il giardino del nostro cuore, ma custodiamolo con tutte le nostre forze (proverbi 4:23). Permettiamo solo alle mani di Dio e al suo fiume di toccare e irrigare il nostro cuore.

Il nostro cuore può essere sporcato attraverso: parole che non vengono da Dio, lamentele, e parlare male degli altri, di Dio e della Chiesa. Facciamo attenzione a non aprire il nostro cuore al peccato! Non permettiamo queste cose, ma discerniamole e riprendiamole con autorità e con coraggio.

Genesi 38:8-9 8 Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino. 9 Dio il SIGNORE chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»

Adamo ed Eva permisero a Satana di sporcare il loro giardino, e anziché usare autorità iniziarono a discutere con il serpente (il diavolo).

Non discutiamo con il peccato e non diamogli spazio nel nostro giardino. Stiamo attenti a gelosie, invidie, orgoglio, perché sono tutte porte aperte al nemico che permettono al nemico di distruggere la nostra vita.

Il salario del peccato è la morte.

Adamo peccò ascoltando la voce di Satana e credendo più a Satana che a Dio. E Dio scese, chiamò l’uomo, e l’uomo l’udì (era abituato all’intimità), ma questa volta si era nascosto.

A causa del peccato la comunione tra Dio e Adamo si era interrotta, ma non la relazione. Il peccato interrompe la comunione ma non interrompe la relazione di figlio, e l’amore che Dio ha per noi. Questo non giustifica il peccato. Quando pecchiamo iniziamo a vivere una vita con dei veli davanti, e sempre più se ne aggiungono e sempre più si diventa cechi spiritualmente e non si riesce più a riconoscere Dio.

Genesi 3:23-24 23 Perciò Dio il SIGNORE mandò via l’uomo dal giardino di Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. 24 Così egli scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita.

Il peccato apre le porte ai demoni e ci porta fuori dal proposito di Dio.

Verso 24: Dio ha dovuto mettere una protezione prima che l’uomo commettesse un altro errore. Se l’uomo avesse mangiato dell’albero della vita, il peccato non avrebbe più avuto una soluzione. E Dio diede inoltre una soluzione: Gesù. Vedi Colossesi 2:14-15.

Adamo, che era creato per avere comunione con Dio, fu separato da Lui.

Camminiamo allineati alla volontà di Dio, con fede in totale ubbidienza e con un cuore integro, e vedremo la benedizione di Dio.

Forse peccare al momento è piacevole, e pensiamo: “Ma che ci fa?”, e quel peccato piano piano cresce fino al punto di divorarci; e arriverà il momento in cui il diavolo renderà il conto e lì saranno guai. Il peccato non fa sconti a nessuno.

Un effetto del peccato è indurire il cuore (rendendolo irresponsabile) e raffreddarlo. La bibbia dice in Apocalisse 3 che Dio vomiterà i tiepidi, che sono quelli che vivono una vita di peccato e vivono di apparenza indossando una maschera da cristiano.

Non si può ingannare Dio. Adamo si nascose dietro gli alberi pensando di poter prendere in giro Dio, e a volte anche noi lo pensiamo, continuando a vivere a nostro piacimento.

Dobbiamo adattarci al proposito di Dio, e non è Dio che deve adattarsi a noi. Siamo stati creati per Lui. Adamo non comprese questo e aprì il suo cuore al peccato.

Romani 5:18-19 18 Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini. 19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. 

Nell’Eden Adamo disubbidisce a Dio, fa entrare il peccato e il peccato genera la morte. Ce ne sono 3 tipi: separazione da Dio, morte fisica, e morte eterna (separato per sempre da Dio). Prima del peccato non c’era la morte.

Gesù fa un atto di riparazione, e ripristina il piano originale del Padre: che l’uomo sia connesso riconciliato e connesso a Dio.