Pastore Heros Ingargiola
IL PRIMO ELUL DOPO L’EDEN
Prima dell’uomo nasce il proposito, il giardino, e poi il governo su ogni cosa creata.
Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza” (Genesi 1:26).
L’immagine riguarda il carattere spirituale; la somiglianza riguarda il carattere di Cristo che si forma in noi man mano che cresciamo.
Isaia 51:3 Così il Signore sta per consolare Sion, consolerà tutte le sue rovine; renderà il suo deserto pari a un Eden (ritorno all’ordine voluto da Dio), la sua solitudine pari a un giardino del Signore. Gioia ed esultanza si troveranno in mezzo a lei, inni di lode e melodia di canti.
L’Eden rappresenta il luogo: della comunione perfetta tra Dio e l’uomo, della vita e dell’abbondanza.
Giovanni 8:44 Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice il falso parla di quel che è suo, perché è bugiardo e padre della menzogna.
Adamo era nato per essere sacerdote nel giardino, ma la mancanza di gratitudine verso Dio aprì le porte al nemico. Dopo che Adamo peccò, Satana divenne il suo dio e suo padre, e la sua discendenza divenne a immagine dell’uomo caduto (e non più a immagine di Dio).
Gesù ribalta l’idea che la paternità sia solo biologica: si è figli di chi si imita. Essere “figlio di” significa assomigliare (riflettere il carattere), condividere il modo di agire. Si può essere “figli della luce” o “figli delle tenebre”.
Genesi 2:16-17 16 Dio il Signore ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai».
Genesi 3:4-5 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».
Questa è la prima menzogna nella Bibbia: una negazione diretta della parola di Dio; e una menzogna strategica, non grossolana. Satana non nega Dio apertamente, ma lo distorce. La menzogna produce morte.
Dopo il peccato: Adamo ed Eva non muoiono subito fisicamente ma entrano nella morte spirituale (separazione da Dio); iniziano a provare vergogna e paura; e vengono espulsi dall’Eden.
DAL SERPENTE A CAINO VEDIAMO UNA PROGRESSIONE:
- Menzogna (Genesi 3:4);
- Morte spirituale (Genesi 3:23-24);
- Omicidio reale (Genesi 4:8): Caino uccide Abele.
1 Giovanni 3:11-15 11 Poiché questo è il messaggio che avete udito fin dal principio: che ci amiamo gli uni gli altri. 12 Non come Caino, che era dal maligno e uccise il proprio fratello. Perché lo uccise? Perché le sue opere erano malvagie e quelle di suo fratello erano giuste. 13 Non vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia. 14 Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. 15 Chiunque odia suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna.
Caino e Abele erano figli, ma non erano uguali. Tutti i figli sono uguali in dignità, ma diversi nella maturità.
LE EPISTOLE DI GIOVANNI DESCRIVONO DAL GRECO I VARI SIGNIFICATI DELLA PAROLA “FIGLI”:
- τέκνα (tékna) – figli generati, prole: si fa enfasi sull’origine e sulla nascita naturale e spirituale.
1 Giovanni 3:1-2 1 Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quando egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è.
Questo nome è attribuito a quella relazione affettuosa, intima e reciproca che si forma tra gli uomini attraverso legami di: amore, amicizia, e fiducia, proprio come tra genitori e figli, come insegnanti e allievi, oppure come una città e i suoi abitanti.
- τεκνία (teknía) – figliolini, carissimi, credenti, figli spirituali: si fa enfasi sulla tenerezza.
1 Giovanni 2:1, 2:12, 2:28
Questo termine non indica immaturità, ma relazione d’amore.
- παιδία (paidía) – bambini, immaturi: credenti all’inizio del cammino, che conoscono il Padre, ma stanno crescendo.
1 Giovanni 2:18 Ragazzi, è l’ultima ora. Come avete udito, l’anticristo deve venire, e di fatto già ora sono sorti molti anticristi. Da ciò conosciamo che è l’ultima ora.
- νεανίσκοι (neanískoi) – giovani, descritti come: stabili, forti, e nel pieno delle energie.
1 Giovanni 2:13-14 13 Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. 14 Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno.
- πατέρες (patéres) – padri: hanno intimità stabile con Dio e lo conoscono profondamente; sono coloro che in modo paterno si prendono cura di altri, insegnandogli quello che hanno ricevuto.
1 Giovanni 2:13-14 13 Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. 14 Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno.
Paolo usa un altro termine per indicare la parola “figli” che è υἱός / υἱοί (huiós / huioí): generalmente usato per indicare la progenie maschile, e in senso più ampio un discendente. Questo termine è utilizzato per descrivere qualcuno che dipende da un altro o è suo seguace e allievo.
Romani 8:14-15 14 Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. 15 E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»
DOPO L’EDEN: (Genesi 3:23-24)
- L’uomo è fuori dalla Presenza di Dio;
- Il lavoro è diventato faticoso;
- Dio non scompare, ma non abita più nello spazio sacro.
PRIMA DELLE OFFERTE:
- Non c’è comando di sacrificare;
- Caino e Abele scelgono liberamente di offrire;
- Dio attende la risposta dell’uomo.
Genesi 4:3-7 3 Avvenne, dopo qualche tempo, che Caino fece un’offerta di frutti della terra al Signore. 4 Abele offrì anch’egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il Signore guardò con favore Abele e la sua offerta, 5 ma non guardò con favore Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto. 6 Il Signore disse a Caino: «Perché sei irritato? E perché hai il volto abbattuto? 7 Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»
“Dopo qualche tempo” indica il primo periodo Elul: è il sesto mese del calendario ebraico (agosto) dove non ci sono festività, e l’uomo è libero. È un periodo in cui Dio non comanda nulla, ma osserva, e l’uomo è chiamato a muoversi di propria iniziativa. Il problema non è se l’uomo cercherà Dio, ma come lo farà. È inoltre il tempo prima del giudizio.
- “Avvenne, dopo qualche tempo”: non è un tempo casuale ma ben stabilito, Dio si aspettava qualcosa.
L’espressione miqqēts yamìm significa: “alla fine dei giorni”, “allo scadere di un periodo stabilito”.
- Dio guarda prima la persona, e poi l’offerta e il dono (Genesi 4:5-6).
Abele è un campione di fede.
Ebrei 11:4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.
- C’è differenza tra l’offerta di Caino (la prima) e quella di Abele.
Caino fece un’offerta a Dio, di frutti della terra, che non fu gradita perché la fece per attirare l’attenzione e mettersi in mostra. Caino offrì con orgoglio e arroganza, senza cambiamento interiore, per apparire… come per dire: “Ti dò qualcosa, ma resto io al centro”.
Così Caino, ripreso da Dio, ne fu molto irritato e si chiuse.
Il problema non è offrire, ma come lo facciamo. Come serviamo Dio? Non facciamo qualcosa per Dio per apparenza, senza trasformazione, senza qualità e senza fede.
Abele offri con fiducia i primogeniti del suo gregge e il grasso, cioè il meglio che aveva e ciò che aveva valore. Lui non offre perché deve o tentando di guadagnare qualcosa, ma il suo sacrificio è una risposta alla grazia, e lo fa perché riconosce chi è Dio e chi è lui.
- Il cuore di Caino è il vero problema.
Quando Dio non lo approva, Caino: non si interroga, non ascolta e si chiude nell’ira. La reazione di Caino rivela ciò che c’era già dentro il suo cuore: ira, invidia e rifiuto della correzione.
Questo è segno che il suo rapporto con Dio era incentrato sul dovere, e non era un rapporto da figlio.
E Dio non rifiuta Caino, ma lo avverte in Genesi 4:6–7, mostrando un Dio che: dialoga, corregge e offre ancora una possibilità.
- “Il peccato sta spiandoti alla porta”.
Per i rabbini il peccato è personificato come una bestia in agguato.
Prima del giudizio ci sono peccato ed egoismo.
Il peccato porta a uccidere gli altri. Quando parliamo male dei nostri fratelli, stiamo alzando delle pietre contro di loro.
E Dio prepara Caino, dandogli l’opportunità di ravvedersi. Dio avvisa prima e si aspetta ubbidienza.
Il fallimento di Caino sta nel rifiutarsi di dominare il peccato e correggere il proprio cuore.
L’orgoglio fa innalzare l’ego ma ci fa abbassare il volto verso la terra. Dio ci sta dando la possibilità di morire a noi stessi e all’orgoglio.
- Dopo il peccato compaiono le offerte, ma non funzionano senza un cuore giusto.
Caino ripete l’errore di Adamo: vuole fare a modo suo e decidere lui cosa è bene, invece di ascoltare Dio. E così fallisce, non perché offre, ma perché non ritorna a Dio con tutto il cuore. L’ubbidienza vale più del sacrificio.
1 Samuele 15:22 Samuele disse: «Il SIGNORE gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’ubbidire alla sua voce? No, l’ubbidire è meglio del sacrificio, dare ascolto vale più che il grasso dei montoni;
Dio vuole il nostro cuore prima delle nostre azioni.
- Saul ha risparmiato Amalek, ma Amalek non risparmiò Lui perché lo uccise. Non risparmiamo la carne.
Efesini 4:13-15 13 fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo; 14 affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; 15 ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.
Tutta l’umanità di trova in un periodo di Elul, che è un tempo di preparazione per incontrare Dio. Dobbiamo essere stimolati a dare il meglio per il Signore e per il suo ritorno.
- Ritorniamo a Dio con tutto il cuore!