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LE DINAMICHE DELLA FEDE (2 parte) |Pastore Heros Ingargiola | 07.12.2025

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Pastore Heros Ingargiola

LE DINAMICHE DELLA FEDE (PT.2)

Esodo 14:15-16 15 Il SIGNORE disse a Mosè: «Perché gridi a me? Di’ ai figli d’Israele che si mettano in marcia. 16 Alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo; e i figli d’Israele entreranno in mezzo al mare sulla terra asciutta.

Israele era appena uscito dall’Egitto e, mentre marciava, si ritrovò davanti al Mar Rosso senza via d’uscita, mentre era inseguito dall’esercito egiziano.

In quel momento Mosè fu preso dalla paura. Spesso la paura anticipa la fede: molte persone iniziano a credere quando si ritrovano davanti ai problemi. Ma il credente è chiamato ad avere fede sempre.

Molto spesso la nostra vita non cambia perché restiamo nell’indecisione. L’indecisione è la madre del compromesso e la sorella del dubbio, e il dubbio è un ladro che ruba le promesse.

Dio disse a Mosè di alzare il bastone: aveva già la soluzione nelle mani, ma gridava a Dio affinché facesse tutto Lui. Così sono molti credenti: aspettano che Dio faccia tutto, mentre Dio vuole operare insieme a noi. Alzare il bastone rappresenta l’autorità; stenderlo sul mare rappresenta la fede in azione; il comando di dividere il mare parla dell’autorità che abbiamo in Cristo.

Autorità, fede attiva e ubbidienza sono i tre ingredienti che Mosè utilizzò per vedere il miracolo dell’apertura del mare. Senza alzare il bastone, il mare non si sarebbe aperto, e sarebbe stato inutile gridare a Dio. Così affrontiamo le difficoltà non piangendo, dubitando o vivendo nell’indecisione, ma con fede e con autorità. Quando inizieremo a farlo, Dio che è con noi, farà soffiare un vento al nostro comando.

Dio desidera collaborare con i suoi figli: poteva aprire il mare da solo, ma volle farlo attraverso il comando di Mosè. La fede muove la mano di Dio.

Anche Abraamo dovette crescere nella fede, proprio attraverso questi elementi.

Genesi 22:2-19

Abraamo dovette affrontare una prova estrema. La fede senza le opere è morta: chi dice di avere fede deve agire e ubbidire. La vera fede non nasce da una conoscenza mentale, ma dal Rhema, cioè una parola specifica che Dio ci rivela. Dopo aver ricevuto la direttiva, Abraamo si alzò, prese Isacco e salì verso il monte Moria. La fede deve affrontare prove: sono le prove che la stimolano, la purificano e la fanno crescere.

Nel verso 5 Abraamo afferma che sarebbero tornati entrambi, perché non dubitava della promessa di Dio: se anche avesse sacrificato Isacco, Dio lo avrebbe risuscitato. Ciò che offriamo a Dio, Lui lo restituisce con abbondanza. Abraamo camminò solo per fede. Così conobbe Dio come Jehovah-Jireh, l’Eterno che provvede, solo quando ubbidì. L’unico modo per sperimentare la provvidenza di Dio è l’ubbidienza totale.

Immaginiamo il dolore di Abraamo quando Dio gli chiese il suo unico figlio: eppure dietro quella prova c’era una benedizione maggiore. Così anche il nostro mare, i nostri giganti o sacrifici non arrivano per distruggerci, ma per farci crescere e rivelarci Dio in un modo nuovo.

Nel verso 12 l’angelo dice: “Ora so” quando Abraamo stava per uccidere suo figlio, non prima. L’ubbidienza deve essere totale per Dio. Se ubbidiamo al 90% e l’ultimo 10% non ubbidiamo, quella è disubbidienza. La vera ubbidienza permette a Dio di manifestarsi.

Nel verso 14 Abraamo cambia il nome del monte perché acquisisce una nuova rivelazione. Il nostro destino cambia e la nostra fede cresce, non da informazioni mentali, ma quando riceviamo nuove rivelazioni di chi Dio è. Abraamo iniziò la vita in mezzo all’idolatria ma finì crescendo nella fede al punto di offrire ciò che aveva di più caro. La nostra fede sarà testata da Dio e l’ubbidienza mostrerà il suo livello. Ubbidire non è logico e razionale, ma è fede in azione, ed è fidarsi di Dio anche quando non capiamo o quando è tutto contrario.

É quando é illogico che é il test: “Di chi mi fido? Di Dio o della mia logica?”. L’ubbidienza di Abraamo aprì la porta alla venuta di Gesù. Abraamo vide il figlio salva­to, Dio vide il suo morire sulla croce. Anche noi, non risparmiandoci, vedremo la benedizione di Dio arrivare sulla nostra famiglia, perché l’ubbidienza chiama la benedizione. La fede e l’autorità che esercitiamo cambiano le circostanze. Andiamo avanti di fede in fede, vedendo deserti trasformati in sorgenti. Dio chiama la nostra fede alla crescita, ogni giorno attraverso esperienze.

Romani 10:17 Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.

La fede nasce da una parola specifica che lo Spirito Santo rende viva (Rhema). Senza ascolto della Parola di Dio, rivelazione e tocco dello Spirito, la fede muore. Parola e Spirito sono indivisibili. L’uno ci attirerà sempre all’altro, ed entrambi lavoreranno insieme nella nostra vita se il nostro cuore è umile. Un cuore orgoglioso blocca la rivelazione, ma un cuore umile vede crescere la fede.

La fede provoca la mano di Dio, e quindi la potenza dello Spirito Santo e i miracoli.

1 Pietro 1:6-7 6 Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, 7 affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo.

Le prove non distruggono la fede: la purificano e fortificano. Anche se sembrano interminabili, durano un determinato tempo, servono a farci crescere e ci servono per il nostro bene.

Romani 4:18 Egli, sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza».

Molti non vogliono offrire il proprio “Isacco”, ma senza quel sacrificio la fede non cresce. La fede crede, la speranza attende il compimento. La fede funziona credendo con il cuore e confessando con la bocca.

Romani 10:8-11 8 Che cosa dice invece? «La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore». Questa è la parola della fede che noi annunciamo; 9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; 10 infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. 11 Difatti la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui, non sarà deluso».

Se il diavolo mette degli ostacoli o ci mette il mare davanti, noi comanderemo al mare di aprirsi e il mare ci ubbidirà, perché la fede permette i miracoli.

Colossesi 2:6 Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui;

La fede funziona (attraverso i 3 ingredienti citati in precedenza). Se non funziona, è perché camminiamo nella logica. Camminiamo per fede e non accordiamoci ai problemi, ma alla Parola di Dio.

La fede si esprime nella preghiera.

Salmi 34:4 Ho cercato il SIGNORE, ed egli m’ha risposto; m’ha liberato da tutto ciò che m’incuteva terrore.

Marco 9:29 Egli disse loro: «Questa specie di spiriti non si può fare uscire in altro modo che con la preghiera».

Senza preghiere di fede nulla cambierà: il problema continuerà a parlare. È tempo di parlare al problema con autorità e vedere miracoli. La fede dipende da Dio e trova perfezione in Cristo.

Ebrei 12:1-2 1 Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2 fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.

La fede non viene da merito umano ma dalla rivelazione di Cristo: senza di Lui non può iniziare.

1 Pietro 1:21 per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio.

Ebrei 6:19 Questa speranza la teniamo come un’àncora dell’anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina,

Fede e speranza sono inseparabili: la speranza genera la fede. Questo verso parla di intimità con Dio, del camminare per fede e non per emozioni.

1 Corinzi 13:13 Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l’amore.

La fede ci unisce a Dio, la speranza ci porta verso il futuro con Dio, l’amore ci rende simili a Lui. L’amore cresce solo dove fede e speranza maturano.

1 Giovanni 4:19 Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.

L’amore cresce nel nostro cuore dal momento in cui ci avviciniamo più a Dio e ci arrendiamo a Lui.