Profeta Silvia Sanford
LO SPIRITO DI ELIA
Matteo 17:11 Egli rispose: «Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.
Elia rappresenta un movimento profetico che prepara il cammino per la venuta di Cristo e circonda ogni risveglio.
Luca 1:16-17 16 Ricondurrà molti dei figli d’Israele al Signore, loro Dio; 17 andrà davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto».
Prima che Gesù ritorni, la terra deve sperimentare una profonda restaurazione e riconciliazione nelle famiglie, che guarisce i cuori. Dobbiamo vedere padri e madri che si uniscono ai figli e camminano con loro. Questo è vitale ed è segnale di un vero risveglio.
Gli occhi di Dio sono sulle famiglie.
Ci stiamo preparando a una grande raccolta di anime affamate di amore e bisognose di padri e madri.
Malachia 4:5-6 5 Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del SIGNORE, giorno grande e terribile. 6 Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri, perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio».
I figli saranno segni e prodigi in questa generazione.
Questo è il tempo in cui ogni figlio prodigo torna a casa, e la Chiesa deve essere la voce che chiama: “Torna a casa!”. Vedremo figli che erano dispersi ritornare, perché Dio restaurerà le case e verserà un vino nuovo. Gli stadi saranno pieni, lo Spirito di Elia è già all’opera in Italia: questa è l’ora della trasformazione.
Luca 15:11-24 11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. 16 Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. 17 Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: ‘Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19 non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi'”. 20 Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. 22 Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; 23 portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato”. E si misero a fare gran festa.
Molti vogliono essere inviati prima del tempo corretto, ma chi non è pronto non ha l’abilità di poter essere un buon amministratore.
Luca 15:17 dice “rientrato in sé”. All’improvviso ogni figlio (che si sente orfano) si sveglierà e prenderà coscienza della condizione in cui sta vivendo: una vita che non gli appartiene, con un’identità che non gli appartiene e nel peccato. Questo accade quando c’è un risveglio: si riconosce il peccato, c’è un pentimento e la trasformazione.
Stiamo vivendo i tempi più belli per l’evangelizzazione. L’Italia è pronta per questo movimento.
Il Padre sta riversando il Suo amore, e la chiesa deve prepararsi ad accogliere giovani stanchi e oppressi, che hanno bisogno dell’amore di Dio, cambiando le loro “vesti”. La chiesa deve essere una casa d’amore, dove padri e madri abbracciano e celebrano i figli prodighi che tornano. Lo Spirito di Dio sarà versato in modo potente su questa generazione, come non era mai successo. È il tempo di mettere in pratica l’amore, soprattutto in una società segnata dall’indifferenza.
Ma prima, Dio vuole guarire i figli prodighi che sono già dentro la chiesa, cioè coloro che vivono una doppia vita e non hanno ancora compreso l’identità di figli di Dio. Questa è l’ora del ritorno al primo amore. Dio viene per guarire i cuori spezzati.
Come Abramo, i genitori devono avere fede che Dio compirà ciò che ha promesso e non dubitare.
Non guardiamo i figli per ciò che noi vediamo ma per quello che Dio dice di loro.
Dio vuole accendere un fuoco nuovo in questa generazione, puro, che non si spegnerà.
Questo movimento sarà segnato dalla santità. La bibbia dice: “Siate santi, perché io sono Santo”.
Dio è un Dio di generazioni.
Salmi 145:4 Un’età dirà all’altra le lodi delle tue opere, e farà conoscere i tuoi prodigi.
Ogni generazione è diversa e ha bisogno l’una dell’altra. Nessuna generazione può camminare da sola o credersi autosufficiente.
Lo spirito di Elia viene a guarire le fratture tra generazioni, e anche se la nostra generazione è stata ferita, Dio sta restaurando il disegno originale della famiglia. I giovani devono imparare a onorare i padri, anche se con una visione diversa, perché chi dimentica le radici fallisce.
Come padri e madri è importante capire l’assegnazione sacerdotale. La presenza del padre e della madre nella casa è essenziale. La mancanza di genitori è ciò che oggi sta facendo smarrire tanti figli.
I figli sono il dono più prezioso di Dio. Egli lascia le novantanove per andare dietro all’uno che si è perso.
Dio non è un Dio che giudica con la sua Parola: usare la Parola per giudicare significa usarla erroneamente… quella è religione e non amore. E così a volte presentiamo Dio agli altri come qualcuno che Lui non è.
La Bibbia dice che Dio prima volge il cuore dei padri verso i figli, e poi dei figli verso i padri. I primi a cambiare devono essere i padri, per guarire il cuore dei figli feriti dall’abbandono. Tutto questo richiede un processo, e ciò che sostiene il processo è l’amore.
Il segreto per portare i figli dall’oscurità alla luce è usare corde d’amore. Con corde d’amore i figli prodighi saranno attirati e torneranno a casa. Mettiamo in pratica l’amore, che ogni cosa: crede, spera e sopporta.
A volte vogliamo prendere tante anime da fuori, e ci dimentichiamo della cosa più preziosa che Dio ci dà: i nostri figli. Dio vuole cambiare i nostri cuori per poter amare come Lui ama. Abbiamo bisogno di imparare anche a chiedere perdono.
Sofonia 1:14-18
Questo è il tempo in cui Dio porta giudizio sulle nazioni. Elia non è solo un uomo: è lo spirito del risveglio, una dimensione profetica e di restaurazione dello Spirito Santo.
Il primo passo è la rottura. La Parola di Dio dice che se non perdoniamo, neanche il Padre ci perdonerà. Quando non abbiamo la rivelazione dell’amore, giudichiamo e critichiamo; ma quando c’è la rivelazione del Suo amore, tutto quello che è buono è oggetto dei nostri pensieri.
Tito 1:5 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine nelle cose che rimangono da fare, e costituisca degli anziani in ogni città, secondo le mie istruzioni,
Dio sta mettendo ordine.
Giovanni 3:16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Abbiamo bisogno di ritornare alla Parola, perché Dio è amore. L’amore ci separa dal peccato: chi ama Dio desidera compiacerlo e osserva i Suoi comandamenti.
Ezechiele 37:4-6 4 Egli mi disse: «Profetizza su queste ossa e di’ loro: “Ossa secche, ascoltate la parola del SIGNORE!” 5 Così dice il Signore, DIO, a queste ossa: “Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete; 6 metterò su di voi dei muscoli, farò nascere su di voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito e rivivrete; e conoscerete che io sono il SIGNORE”».
Questa è l’ora di profetizzare sulle ossa secche, di dichiarare che prenderanno vita e non moriranno. La parola profetica ha vita: questa generazione vivrà e succederà all’improvviso che questa nazione sarà piena della Sua Gloria.