Pastore Elisa Schenoni
SCELTI PER DIMORARE E PORTARE FRUTTO
Giovanni 15:1-8 «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. 2 Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più. 3 Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata. 4 Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. 5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.
La potatura è necessaria perché ci sono diversi tipi di tralci. Il primo è il tralcio che non porta frutto. Spesso ci sono piccoli aspetti, che non capendoli appieno, ci fanno sembrare Dio un padre tiranno. In realtà con queste parole Gesù non ci mostra la potatura come una punizione, ma semplicemente una conseguenza non dovuta da Dio, ma dalla decisione del tralcio di staccarsi dalla vite.
Il secondo tipo di tralcio è quello che porta frutto, ma anch’esso viene potato. La potatura indica un processo di purificazione, un lavoro attuato proprio sui rami fruttiferi. Questo non ci deve portare paura! Infatti, come vediamo nel naturale, è proprio grazie alla potatura che si prevengono funghi e malattie e si favorisce la crescita; è ciò che determina la qualità e la quantità del frutto. Ecco che così comprendiamo che quando il Padre ci pota, ci sta proteggendo dai parassiti e da una crescita deformata. Dio ci pota con la Sua Parola! Egli non disciplina i Suoi figli con le urla e la rabbia, come purtroppo alcuni genitori fanno con i propri figli. Il nostro Dio ci disciplina nell’intimità; attraverso lo Spirito Santo ci parla e ci dà indicazioni. Dio non ci disciplina con le malattie, le disgrazie o la povertà! Gesù è venuto a liberarci da queste cose, non a usarsi di esse per correggerci! Dobbiamo quindi dare a Dio la possibilità di parlarci: ecco perché dipende da noi! La Parola di Dio è ciò che ci purifica sopra ogni cosa. Per questo dobbiamo dimorare in Essa. Quando stiamo alla presenza di Dio è un tempo sacro perché è quando Egli ha la possibilità di potarci. È così che poi porteremo frutto!
Il frutto è l’evidenza della vita spirituale e per questo include cambiamento nelle azioni e amore. Il frutto non è per noi stessi ma per il Padre e per gli altri. Quindi quando dimoriamo il nella Parola, questa guida i nostri pensieri e le nostre azioni: è così che onoriamo e diamo gloria a Dio!
Giovanni 15:16 Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.
Lui ci attira a sé per pulire la nostra vita. Noi dobbiamo quindi con onestà chiedere a Dio di aiutarci a lasciarci mondare da Lui.
Luca 5:17 Un giorno Gesù stava insegnando; e c’erano, là seduti, dei farisei e dei dottori della legge, venuti da tutti i villaggi della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui per compiere guarigioni.
La chiave di Gesù era la Sua relazione con il Padre. Tutto dipende da questa relazione con Dio. È quando viene a mancare questa, che automaticamente viene a mancare la fede e quindi il frutto. Sono conseguenze, non punizioni di Dio! Non dobbiamo avere paura di Dio o di lasciarci trasformare. Permettiamogli di togliere ciò che non porta frutto, senza timore. Il frutto è soprannaturale ed è la conseguenza della relazione con il Signore. Corriamo alla Parola di Dio per permetterle di fare questo lavoro straordinario in noi. Dio vuole solamente migliorare la nostra vita. Quello che vuole togliere ci farà del bene. Permettiamogli di fare questo lavoro accurato. Magari ci farà piangere, ma senza paura. Lasciamo che Dio ci mostri ciò che va tolto, ed Egli con immenso amore, ci poterà. Se non gli permetteremo di entrare nelle profondità della nostra anima con il Suo bisturi, non porteremo frutto. Dobbiamo avere il coraggio di lasciar fare all’Agricoltore il lavoro che Lui decide di fare, quando vuole Lui. È qui che il nostro cuore si sparge davanti a Lui!