Pastore Luisa Ingargiola
INVINCIBILI (PT.2)
COSA CI RENDE INVINCIBILI
(vedi pt.1 in redazione precedente):
4) La stabilità, ci rende fermi nel nostro cammino cristiano.
La stabilità richiede: pazienza, costanza, forza interiore, amore e cura.
Stiamo pregando per qualcosa e non vediamo ancora il risultato? È proprio nel momento in cui non vediamo il frutto di una preghiera che dobbiamo rimanere fermi (nella Parola di Dio e nelle promesse), e non mollare.
Abacuc 2:3 “perché è una visione per un tempo già fissato. Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala, poiché certamente verrà, e non tarderà”.
A volte pensiamo che Dio sia in ritardo e ci scoraggiamo, ma Lui non è mai in ritardo e arriva sempre nel momento giusto.
Giacomo 5:7 Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Osservate come l’agricoltore aspetta il frutto prezioso della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell’ultima stagione.
Dio ha pazienza con noi, e sta lavorando nella nostra vita (è un processo). Impariamo ad essere pazienti con noi stessi e ad avere fiducia in Dio.
Salmi 40:1 Ho pazientemente aspettato il Signore, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido.
I tempi di Dio non sono i nostri tempi, e i suoi pensieri non sono i nostri pensieri, impariamo ad aspettare e a rimanere fermi, perché nella stagione giusta raccoglieremo dove abbiamo seminato, non facciamoci guidare dalle circostanze e dal deserto, ma dipendiamo da Dio.
Dipendere da Dio significa essere come argilla nelle mani del vasaio.
Isaia 45:9 Guai a colui che contesta il suo creatore, egli, rottame fra i rottami di vasi di terra! L’argilla dirà forse a colui che la forma: “Che fai?” L’opera tua potrà forse dire: “Egli non ha mani”?
FASI DEL PROCESSO DI LAVORAZIONE DELL’ARGILLA:
- Purificazione. L’argilla viene pulita da ogni impurità. Dio vuole mettere le mani in profondità nella nostra vita per togliere tutti quei sassolini e risolvere tutte quelle situazioni che non sono ancora state risolte alla sua presenza. Permettiamo a Dio di lavorare in noi e di cambiarci.
- L’argilla viene sbattuta per eliminare le bolle d’aria. L’aria rappresenta l’orgoglio.
- Il vasaio dà forma all’argilla. Dio ci dà una forma e un proposito (e non lo possiamo stabilire da noi stessi).
Dio è il vasaio e ci conosce meglio di chiunque altro, quindi rimaniamo stabili anche quando non comprendiamo.
- L’argilla viene cotta nel forno ad altissima temperatura. L’alta temperatura rappresenta il momento della prova.
Giacomo 1:3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.
Rimaniamo ancorati alla Parola di Dio e alla casa di Dio, la chiesa, e non permettiamo ai pensieri del nemico (pensieri di isolamento, individualismo, amarezza) di poter lavorare nella nostra mente.
Ecclesiaste 4:10 Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz’avere un altro che lo rialzi!
Lavoriamo sulla nostra mente, perché il motivo per cui a volte siamo instabili è perché diamo spazio a pensieri che non sono in accordo alla Parola di Dio e che vogliono farci fallire.
Accogliamo i pensieri della sua Parola e cacciamo via ogni pensiero tossico.
Filippesi 4:8 Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.
5) Un cuore sano e libero da ferite.
Quando siamo feriti siamo ipersensibili, stiamo male, ci chiudiamo e qualsiasi cosa ci venga detta la reinterpretiamo.
Proverbi 18:19 Un fratello offeso è più inespugnabile di una fortezza; e le liti tra fratelli sono come le sbarre di un castello.
Le principali ferite che segnano la nostra vita sono:
- rifiuto (non sentirsi amati)
- abbandono
- ingiustizia
- umiliazione
- tradimento
È arrivato il tempo di dire basta a queste ferite, e di trovare la pace in Dio.
Dobbiamo permettere a Dio di guarire la nostra anima, permettendogli di riempire quei vuoti.
Salmi 62:5 Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza.
Nessuno può darci quello che solo Gesù può darci.
Gesù ha dato la sua vita per noi, ha dato tutto per noi, ed è l’unico che può rispondere ai nostri bisogni, Lui è l’unico che crede in noi e che può darci: amore, protezione, accoglienza, inclusione, forza.
Possiamo essere forti perché abbiamo una forte identità in Cristo, cioè un’identità di figli amati dal Padre.
Possiamo capire di essere feriti tutte quelle volte che vogliamo che gli altri rispondano alla nostra fame di amore, e tutte quelle volte che ci aspettiamo che gli altri possano darci quello che solo Dio può darci.
Non possiamo pretendere che le persone ci diano l’amore che solo il nostro Padre Celeste può darci, non abbiamo bisogno che gli altri vedano chi siamo, perché gli occhi di Dio sono su di noi.
Forse gli uomini si sono dimenticati di noi o non ci hanno valorizzato, ma Dio non si è mai dimenticato di noi.
Possiamo gestire ogni ferita con la rivelazione dell’amore di Dio.
Isaia 43:4-5 4 Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio della tua vita. 5 Non temere, perché io sono con te; io ricondurrò la tua discendenza da oriente, e ti raccoglierò da occidente.
Se non permettiamo allo Spirito Santo di guarire le nostre ferite, ameremo con un amore non puro e ferito… aiutando gli altri, ma facendolo per sentirci appagati.
La motivazione giusta è l’amore di Dio, cioè dare senza aspettarsi nulla in cambio. Facciamo agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi.
1 Timoteo 1:5 Lo scopo di questo incarico è l’amore che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera.
Un cuore puro e sano, dà un amore sano.
I cinque aspetti che abbiamo analizzato li possiamo ritrovare in questi versi:
Giosuè 1:1-9 1 Dopo la morte di Mosè, servo del Signore, il Signore parlò a Giosuè, figlio di Nun, servo di Mosè, e gli disse: 2 «Mosè, mio servo, è morto. Àlzati dunque, attraversa questo Giordano, tu con tutto questo popolo, per entrare nel paese che io do ai figli d’Israele. 3 Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè, 4 dal deserto, e dal Libano che vedi là, sino al gran fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Ittiti sino al mar Grande, verso occidente: quello sarà il vostro territorio. 5 Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. 6 Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dar loro. 7 Solo sii molto forte e coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. 8 Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai. 9 Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai».
Il verso 2 dice: “Mosè è morto”. Il passato è passato, anche se volte fa male, e per questo abbiamo bisogno di perdonare, reagire, riprendere in mano la nostra vita (vivendo non da vittime ma da protagonisti), e superare i nostri limiti.
Solo quando avremo lasciato il nostro passato, potremo vedere il nostro futuro e la nostra assegnazione.
Dio ha preparato per noi qualcosa di meraviglioso. Con umiltà, dipendiamo da Dio, camminiamo nel perdono, siamo stabili nelle sue vie, e permettiamo a Dio di renderci invincibili attraverso l’ubbidienza alla Parola di Dio. Senza Dio non possiamo fare e cambiare nulla.