Pastore Heros Ingargiola
GIUSEPPE SOGNATORE E PROTAGONISTA
Ogni cristiano nato di nuovo è chiamato ad essere protagonista della propria vita.
Giuseppe fu sia un protagonista, che un sognatore secondo il cuore di Dio.
La definizione che possiamo dare di sognatore è: “colui che ha molti sogni, ideali e visioni del futuro, e che spesso vive nel mondo dell’immaginazione”. Un sognatore pensa in grande e immagina scenari ideali; talvolta però manca di azione e concretezza perché dopo aver desiderato e immaginato, non agisce sui suoi sogni.
Questa è la differenza rispetto ad un protagonista, il quale occupa un ruolo principale all’interno di una storia e che quindi, nella vita reale, prende le redini della propria vita e agisce.
Tutti noi dobbiamo crescere in questo! Quando Dio ci parla, non dobbiamo solo essere sognatori ma anche protagonisti!
Giuseppe oltre ad essere sognatore fu anche protagonista della propria vita! Era il più piccolo dei suoi fratelli, ma nonostante questo fu scelto per cambiare le sorti di un’intera nazione.
Se guardiamo alla vita dei nostri pastori, ad esempio, vediamo che nel 1996 ricevettero dal Signore la chiamata di trasferirsi a Milano, mentre erano ancora fidanzati. Subito dopo il loro matrimonio pensarono di trasferirsi nella terra che Dio aveva fatto loro sognare, ma gli fu detto di aspettare il momento perfetto del Signore. Dal sognare all’agire c’è un processo!
Per un anno intero tutti i fine settimana venivano a Milano per parlare di Cristo alla città, fin quando le persone finalmente arrivarono e il primo locale venne affittato.
Se abbiamo ricevuto dei sogni non possiamo rimanere solo dei sognatori, dobbiamo iniziare ad agire su quelle parole!
Quando Giacobbe benedisse i suoi figli, diede una benedizione speciale a Giuseppe.
Genesi 49:22-26 Giuseppe è un albero fruttifero; un albero fruttifero vicino a una sorgente; i suoi rami si stendono sopra il muro. Gli arcieri lo hanno provocato, gli hanno lanciato frecce, lo hanno perseguitato, ma il suo arco è rimasto saldo; le sue braccia e le sue mani sono state rinforzate dalle mani del Potente di Giacobbe, da colui che è il pastore e la roccia d’Israele, dal Dio di tuo padre che ti aiuterà e dall’Altissimo che ti benedirà con benedizioni del cielo di sopra, con benedizioni dell’abisso che giace di sotto, con benedizioni delle mammelle e del grembo materno. Le benedizioni di tuo padre sorpassano le benedizioni dei miei progenitori, fino a raggiungere la cima delle colline eterne. Esse saranno sul capo di Giuseppe, sulla fronte del principe dei suoi fratelli.
Il diavolo non lascerà che i sogni si realizzino facilmente. Ci saranno dei nemici, magari i nostri stessi fratelli. Ma noi che abbiamo ricevuto il sogno, dobbiamo continuare a credere senza cercare l’approvazione degli altri. Le uniche approvazioni di cui abbiamo bisogno sono quelle di Dio e delle nostre autorità!
Anche quando gli uomini ci scoraggiano, Dio ci incoraggia! La vita benedetta non è senza ostacoli. Le prove ci saranno ma insistiamo, non arrendiamoci, la benedizione sta per arrivare!
I fratelli di Giuseppe erano fortemente motivati nel distruggerlo, ma Dio era con lui.
Il Signore equipaggia e benedice coloro che Egli chiama.
Quando come chiesa comprammo il nuovo locale eravamo senza le risorse economiche necessarie. Dopo sei anni di preghiere, e per la grazia di Dio, lo abbiamo ottenuto!
Quegli anni non furono semplici, furono anni di processo e di preghiera. Il settimo anno trovammo il locale in via Stephenson (un locale di 1.400mq), ma solo Dio poteva provvedere le ingenti risorse economiche necessarie per l’acquisto. Nessuno credeva nel fatto che ci avrebbero concesso il mutuo, ma nel gennaio 2023 un fratello, a seguito di un’operazione finanziaria, decise di dare al Signore quanto gli aveva promesso. Quella fu l’esatta cifra che serviva per ottenere il mutuo. In un modo miracoloso, lasciando perfino la direttrice della banca e il consulente finanziario senza parole, il sogno si realizzò!
Genesi 49:22 Giuseppe è un albero fruttifero; un albero fruttifero vicino a una sorgente; i suoi rami si stendono sopra il muro.
Non allontaniamoci mai dalla sorgente. I miracoli accadono quando mettiamo radici alla sorgente. Solo così, anche in tempi difficili, porteremo frutto.
Giuseppe mantenne la sua fiducia nel Signore, nonostante tutto quello che dovette affrontare.
Genesi 49:23-24 Gli arcieri lo hanno provocato, gli hanno lanciato frecce, lo hanno perseguitato, ma il suo arco è rimasto saldo; le sue braccia e le sue mani sono state rinforzate dalle mani del Potente di Giacobbe, da colui che è il pastore e la roccia d’Israele.
Tutto quello che Giuseppe subì, fu una questione spirituale. Giuseppe vinse, senza lasciarsi spezzare dalla vendetta e dall’odio.
Proverbi 29:1 L’uomo che, dopo essere stato spesso ripreso, irrigidisce il collo, sarà abbattuto all’improvviso e senza rimedio.
Giuseppe non fu mai stato spezzato perché piegò la sua volontà e il suo orgoglio.
Le migliori benedizioni spesso le otteniamo proprio nei momenti duri. Durante la sofferenza interiore impariamo a dipendere veramente da Lui, per questo Dio permette le difficoltà nella nostra vita.
La vera forza spirituale si vede nel modo in cui reagiamo alla ferita. Giuseppe dimostrò maturità. Proprio quando avrebbe potuto vendicarsi, non lo fece. Invece della vendetta usò giustizia.
Il vero discepolo si vede sotto pressione.
La sofferenza interiore e il processo provocano maturità. Non lasciamo che il dolore e le ferite spezzino la fiducia che abbiamo in Dio. Non lasciamo che l’amarezza distrugga il nostro proposito. Vinciamo il male con il bene. Andiamo avanti senza mollare.
Giuseppe trasformò il dolore in forza; cercarono di portarlo alla rovina ma lui vinse, non permettendo a nessuno di distruggere la sua fede in Dio. Giuseppe rimase fiducioso e Dio provvedette la forza per lui.
La forza che ci serve per resistere non viene da noi; non è una forza umana, è soprannaturale.
La fede ci permette di attingere alla grazia di Dio e la Sua grazia ci darà la forza necessaria per superare gli ostacoli. In virtù di colui che ci ha amati siamo più che vincitori! Nulla ci potrà separare dal Suo amore.
Genesi 49:25-26 dal Dio di tuo padre che ti aiuterà e dall’Altissimo che ti benedirà con benedizioni del cielo di sopra, con benedizioni dell’abisso che giace di sotto, con benedizioni delle mammelle e del grembo materno. Le benedizioni di tuo padre sorpassano le benedizioni dei miei progenitori, fino a raggiungere la cima delle colline eterne. Esse saranno sul capo di Giuseppe, sulla fronte del principe dei suoi fratelli.
Se Dio benedice, nessuno può maledire. Non ci sono benedizioni più forti di quelle spirituali. Quando Dio benedice riempie ogni area della nostra vita.
Disponiamoci ad essere totalmente arresi per usufruire dell’eredità che Dio ci ha dato. Quando camminiamo con il Signore le benedizioni sono la nostra eredità. La Parola dice che “Giuseppe prosperava, perché Dio era con lui”. Ovunque si trovava prosperava e faceva prosperare il luogo in cui era. Ovunque veniva messo, il diavolo non poteva fare nulla contro di lui.
Quando Dio è con noi, il diavolo non può fare nulla!
Il Signore moltiplicò il frutto nella vita di Giuseppe e la benedizione di Giuseppe salvò tutta la sua famiglia, ben settanta persone. Dio però vedeva oltre quei settanta, Egli vedeva la nazione intera di Israele e le sue dodici tribù.
Loro vedevano settanta persone, ma Dio vedeva una nazione!
Quando è Dio che benedice, diventiamo una benedizione per altri. Soltanto rimaniamo fedeli, vicini alla sorgente, senza lasciare che le ferite spezzino la nostra fede. Ricordiamoci che la forza viene da Dio e la Sua benedizione riempie ogni area della nostra vita. Quando stiamo bene, non dimentichiamoci da dove siamo stati presi e di essere misericordiosi. Rimaniamo fedeli fino alla fine e Dio ci farà protagonisti! Tutti i sogni e le parole da parte di Dio, Egli non le ha dimenticate!
Filippesi 2:13 infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.
Egli compie in noi la Sua opera trasformatrice!
Genesi 50:20 Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso.
Giuseppe ha sofferto, ha camminato con Dio, ha resistito, ha preso la sua forza nel Signore.
Anche quando gli altri ci venderanno e parleranno contro di noi ingiustamente, tutto questo coopererà al bene, se amiamo Dio.
La nostra vita trasformata da un processo straordinario, servirà d’aiuto ad altri!