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Worship service 27.07.2025

  • di

Pastore Javier Yunes

ABBRACCIA LA TUA LIBERTÀ

Giovanni 8:1-20 1 Gesù andò al monte degli Ulivi. 2 All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. 3 Allora gli scribi e i farisei condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: «Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. 5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» 6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9 Essi, udito ciò, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo.10 Gesù, alzatosi, le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?» 11 Ella rispose:«Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neppure io ti condanno; va’ e da ora in poi non peccare più». 12 Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». 13 Allora i farisei gli dissero: «Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera». 14 Gesù rispose loro: «Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado. 15 Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 16 E anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. 17 D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera. 18 Ora sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato testimonia di me». 19 Essi perciò gli dissero: «Dov’è tuo Padre?» Gesù rispose: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». 20 Queste parole le pronunciò nella sala del tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo arrestò, perché l’ora sua non era ancora venuta.

Il popolo d’Israele rimase quarant’anni nel deserto abitando in delle tende. La Festa dei Tabernacoli veniva celebrata per ricordare che Dio era stato con loro in ogni momento durante quei quarant’anni, e ha un simbolismo che si divide in tre P: protezione, provvisione e presenza.

Levitico 23:43 «affinché i vostri discendenti sappiano che io feci abitare in capanne i figli d’Israele, quando li feci uscire dal paese d’Egitto. Io sono il Signore, il vostro Dio”».

Questa festa aveva due rituali: l’acqua e la luce.

In Giovanni 7 i sacerdoti prendevano dell’acqua dalla piscina di Siloe e la mischiavano con del vino; questo atto veniva fatto per ricordare l’acqua che Dio aveva fatto scaturire nel deserto per il popolo d’Israele, mentre il vino rappresentava la promessa della diffusione dello Spirito Santo.

In Giovanni 8 si parla della luce. Di notte nel deserto non c’è niente che illumini il cammino.

Dio però illuminava il popolo d’Israele attraverso una colonna di fuoco, che rappresentava la guida di Dio nel deserto. Possiamo vedere questo in particolare nel verso 12 in cui si vedono: la guida di Dio, la presenza di Dio con il suo popolo, e che quando c’è la luce non c’è oscurità.

 

Sempre in Giovanni 8 vediamo che Gesù sta insegnando la verità, ma ci sono molte persone a cui non piace ascoltarla. Queste sono persone che hanno “molta conoscenza” ma senza rivelazione della Parola di Dio, perché hanno un cuore duro. Fanno parte di questa categoria di persone i farisei e i maestri della legge.

Nella storia della donna adultera, i farisei erano pieni di conoscenza e volevano lapidare la donna per “eliminare” il peccato. E così Gesù si mise a scrivere per terra, scrivendo i peccati di ognuno. In questo modo i farisei smisero di vedere il peccato della donna, perché iniziarono a vedere i propri peccati, e cominciarono ad andarsene perché sentivano vergogna.

Il peccato porta: vergogna, condanna, paura e oppressione costanti.

 

Geremia 17:13

Speranza d’Israele, o SIGNORE, tutti quelli che ti abbandonano saranno confusi;

quelli che si allontanano da te saranno iscritti sulla polvere, perché hanno abbandonato il Signore, la sorgente delle acque vive.

Dopo che tutti i farisei se ne andarono, tutte le pietre di giudizio rimasero per terra.                    Gesù toglie il giudizio dalle mani dei farisei.

Quando abbiamo il giudizio nelle nostre mani, ricordiamoci che dentro di noi questo giudizio pesa così tanto che Gesù ci sta guardando per dirci: “Quando lascerai andare questa pietra? Smetti di guardare il peccato di qualcun altro, perché io non voglio che tu ti nasconda”, perché nel peccato c’è vergogna e paura.

Ma chi si umilia, come quella donna, riceve il perdono di Dio.

Gesù è la luce del mondo e se noi camminiamo con Lui camminiamo nella luce; Gesù stava dicendo questo anche ai farisei. Quando la verità illumina, la carne comincia a nascondersi.

C’è una legge che dice che la testimonianza di due persone è veritiera. Gesù stava parlando come persona, ma non era solo perché il Padre era con Lui.

Dobbiamo stare molto attenti perché la Parola di Dio segna dei principi, ma se usiamo questi principi per condannare le persone, stiamo auto condannando noi stessi.

Dobbiamo lasciare ogni pietra, smettere di guardare quello che fanno gli altri, e ascoltare che il Padre e il Figlio sono uno e che non ci stanno condannando.

Altre volte, oltre a giudicare gli altri, si può anche cadere nel giudizio delle persone o di noi stessi.

Poniamo la nostra attenzione su Gesù, perché Lui non ci condanna. Non c’è nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù.

Gesù è morto sulla croce per portare via ogni peccato e ogni pietra, e per donarci la vita eterna. Lui ci ama, per questo lasciamo andare ogni condanna.

È triste vedere persone che ricevono la verità, ma che non lasciano il giudizio e si allontanano dalla presenza di Dio.

Chi siamo noi per caricare delle pietre di giudizio?

Lasciamo cadere ogni pietra (ce ne sono di tanti tipi: odio, ira, invidie, gelosie…).

Dio vuole restaurare e usare ogni persona, perché ha un proposito per ognuno di noi. Manteniamo un cuore semplice, umile, e fedele, affinché Dio ci possa usare.

Non ci sono parole inconcluse nella nostra vita di cui Dio si sia dimenticato. Forse siamo nel processo, ma Dio sta lavorando in noi affinché possiamo lasciare andare tutto ciò che non ci appartiene.

Quando lasciamo andare qualcosa, arriva la libertà, la restaurazione, la guarigione, un nuovo intendimento, e la pace.

Quella donna si è rialzata dal suolo perché Gesù le ha dato la mano, non condannandola ma perdonandola. In questo modo Gesù portò libertà e trasformazione nella vita della donna.

Gesù è venuto per portare libertà al suo popolo.

Non conosciamo Gesù così bene come pensiamo di conoscerlo…                                               Vogliamo conoscere un Gesù che ci dà una libertà soprannaturale?

Oggi è un giorno di libertà!