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Worship service 29.12.2019

LA TERRA PRODUSSE IL SUO FRUTTO- I 4 TERRENI

Pastore Evangelista Heros Ingargiola

Giacomo 5.18 Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto.

Il profeta Elia pregò per ben sette volte affinchè Dio mandasse la pioggia, questo perché per tre anni e sei mesi Israele visse nella carestia a causa del peccato del popolo ed Elia pregò affinchè i cieli si chiudessero. Dio non fa qualcosa se prima non lo rivela ai suoi servi così fece con Elia. Ci sono tempi e stagioni diverse nella vita di un credente infatti i momenti difficili non durano per sempre. La carestia ha una fine ma la benedizione di Dio dura per sempre. L’obiettivo della preghiera di Elia fu quello di aprire il cielo ma il fine della preghiera non era la pioggia ma che la terra fosse bagnata da essa perché una terra arida è una terra sterile, infruttuosa. La terra rappresenta il nostro cuore ma rappresenta anche un confine, un limite, una nazione. Dio desidera nazioni che producono frutto per la Sua gloria.

La preghiera serve per cambiare la dimensione e l’atmosfera spirituale. Se non si prega non potrà accadere nulla. Se Elia non avesse pregato, il cielo non avrebbe dato la pioggia; il cielo è inteso come la dimensione spirituale in cui viviamo. Attraverso la nostra preghiera la volontà del cielo si manifesta sulla terra. Quando il cielo è aperto sulla nostra vita allora le benedizioni scendono.

Deuteronomio 28. 12 Il SIGNORE aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia al tempo giusto, e per benedire tutta l’opera delle tue mani; tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito.

La preghiera è necessaria per cambiare la nostra dimensione spirituale sulla terra, perché legalmente in cielo questo è già adempiuto.

Tre chiavi per cambiare la dimensione spirituale:

  • la preghiera, attraverso la quale apriamo la porta del trono della grazia di Dio.
  • la fede, che ci permette di essere favoriti da Dio infatti a Dio piacciono tutti coloro che hanno fede.
  • l’intimità, essa è una dimensione meravigliosa in cui Dio stesso risponde ed apri i cieli su di noi.

Pregare è fondamentale perché Dio desidera che noi dipendiamo più da Lui che da noi stessi. Se non vediamo frutto nel nostro terreno non dobbiamo colpevolizzare gli altri ma è nostra responsabilità curare e custodire il nostro cuore, il nostro terreno.

Isaia 43.19 Ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare;
non la riconoscerete? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrere dei fiumi nella steppa.

Quando arriva acqua nel nostro cuore, iniziamo a vedere il germoglio, il frutto, qualcosa di nuovo che mai c’era stato. Quando ci sono nella nostra vita delle situazioni stagnanti dobbiamo tornare a pregare affinchè i cieli possano aprirsi.

Proverbi 4.23 Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.

Abbiamo responsabilità di custodire il terreno che Dio ci ha dato sempre non soltanto quando vogliamo, perché questo terreno vale il sangue di Gesù, questo terreno è il nostro cuore. Il nostro cuore deve essere fecondo, fertile affinchè possa portare frutto. Spesso diamo la responsabilità a Dio di ciò che accade ma è necessario lavorare nel terreno del nostro cuore. Dio ha fiducia che le cose dalla nostra vita possano cambiare, Lui può fare tutto da solo ma desidera che possiamo collaborare con Lui.

Analizziamo adesso la parabola del seminatore, focalizzandoci sui vari tipi di terreni.

Matteo 13.1-9  In quel giorno Gesù, uscito di casa, si mise a sedere presso il mare; 2 e una grande folla si radunò intorno a lui; cosicché egli, salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva. 3 Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo:
«Il seminatore uscì a seminare. 
4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono. 5 Un’altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 6 ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. 7 Un’altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono. 8 Un’altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno. 9 Chi ha orecchi oda».

Gesù raccontò questa parabola a tutta la folla ma in realtà era solo per chi avrebbe ascoltato e prestato attenzione “ chi ha orecchi per udire oda”. C’è differenza tra udire ed ascoltare: ascoltare dall’ebraico significa ritenere ciò che è stato ascoltato, custodendolo nel cuore per poterlo traferire agli altri e poi agire su quella parola.

Il seme( la Parola ) ed il seminatore ( colui che predica la Parola) rimangono sempre gli stessi ma quello che fa la differenza è il terreno del cuore. La Parola ha la potenza di cambiare le nostre vite allora perchè le cose non cambiano in noi, attorno a noi e non vediamo frutto? Perché non abbiamo prestato attenzione a ciò che Dio ci ha detto. Il frutto è esteriore ma diventa visibile solo se c’è stato un lavoro interiore, il seme deve scendere in profondità.

Dobbiamo riconoscere che tipo di terreno è il nostro cuore.

Lungo la strada: questo significa che stiamo permettendo a tante persone di entrare e calpestare il nostro cuore.

Luogo roccioso: il seme inizia a germogliare perché c’è solo un po’ di terra ma non può mettere radice. Il nemico ci ruba la Parola e la rivelazione perché non vuole che il seme scenda nel nostro cuore.

Tra le spine: le spine sono figura di maledizioni e non permettono alla nostra terra di produrre il frutto che Dio ha stabilito. Dobbiamo togliere ogni spina dal nostro cuore perché il seme altrimenti sarà soffocato. Le spine sono anche tutte quelle aree della nostra vita che non abbiamo lavorato, per questo abbiamo bisogno di dissodare il terreno e di prendercene cura.

Buon terreno: è quello che tutti dovremmo avere. C’è un processo che ci porta ad essere un buon terreno. Dobbiamo fare la nostra parte e lavorare il nostro cuore, togliendo dubbi, ansie, paure, il parlare male degli altri e tutto ciò che dobbiamo cambiare.

Custodiamo il nostro terreno con ogni cura affinchè possiamo vedere un meraviglioso frutto!